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Sucre, la città bianca delle Americhe, è una cittadina
di circa 100 000 abitanti.
Si trova in una valle circondata dalla Cordillera de Los Frailes,
ad unaltitudine di 2790 m, piuttosto bassa per la Bolivia andina.
Gode perciò di un clima mite e gradevole.
Nonostante La Paz sia diventata il centro governativo del Paese, a
Sucre si riunisce ancora la Corte Suprema, permettendo così agli abitanti
di credere che la loro città rimanga il vero cuore della Bolivia.
Sucre ha una forte impronta coloniale.
I Surenos preservano questo stile dipingendo rigorosamente di bianco
case e palazzi.
Per godere di un'ottimo panorama della città basta salire sul tetto
del Convento di San Felipe Neri. |
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Un altro luogo interessante di Sucre, come di ogni altra città
boliviana, è il mercato centrale, una struttura dove si possono
trovare sia bancarelle di generi alimentari, sia "stand"
dove assaggiare la comida tipica. Oltre alla città si possono, ovviamente,
visitare i dintorni.
Appena fuori Sucre c'è la pista dei dinosauri. Basta fermare un
taxi per strada e in pochi minuti si raggiunge la cava di cemento
alla periferia di Sucre.
Qui gli operai, rimuovendo uno strato di terra superficiale, hanno
fatto venire alla luce uno strato di arenaria su cui alcuni dinosauri
impressero le loro impronte 60 milioni di anni fa.
A quel tempo l'arenaria costituiva il letto orizzontale di un lago
o di uno stagno.
Oggi, in seguito a lontanissimi fenomeni tettonici, lo strato di
arenaria è diventato la parete verticale di un rilievo.
Ovviamente il tutto è all'aperto e soggetto all'azione degli agenti
atmosferici, perciò si sta già pensando al modo di preservare queste
orme. |
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Se ci si trova a Sucre di domenica non bisogna perdere il mercato
di Tarabuco, che si raggiunge facilmente in un paio d'ore, prendendo
uno dei tanti pulmini che partono dal mercato centrale. Il mercado
campesino di Tarabuco offre folklore locale e artesania. E' bello
arrivare la mattina presto, per osservare l'arrivo dei campesinos
in camion, a dorso di mulo o a piedi. Molti uomini indossano i monteras,
cappelli in cuoio creati a modello degli elmi spagnoli e i ponchos
a righe marroni, nere, gialle e rosse, tipici di questa regione. Le
donne non sono certo meno eleganti e indossano curiosi copricapi da
majorette con un pon pon colorato in cima. |
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Il business principale del mercato sembra comunque essere la
vendita delle foglie di coca, contenute in enormi sacchi di plastica
rossa, davanti ai quali si affollano soprattutto gli uomini più anziani. A
Tarabuco si possono comprare molti oggetti tipici dell'artesania boliviana:
le mantas e i ponchos sembrano sbucare dappertutto, ci sono pile di
maglioni di alpaca e i berretti tradizionali sono in esposizione,
pronti per essere indossati (e acquistati) dai turisti. I prezzi comunque
sono abbastanza alti, proprio perchè ci sono parecchi turisti in giro. |
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Da Sucre si possono organizzare dei trekking nella Cordillera
de Los Frailes. Noi abbiamo percorso a piedi il sentiero inca da Chataquila
a Chaunaca. Poi, con i nostri mezzi 4x4 abbiamo raggiunto la Serranias
de Maragua, il cratere di un antichissimo vulcano, all'interno del
quale si trovano villaggi e campi coltivati. I paesaggi sono incredibili,
anche perchè gli ossidi di ferro, bauxite, rame e zinco presenti nelle
rocce, hanno colorato queste montagne di giallo, verde, blu e rosso,
rendendole spettacolari. |
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