ETIOPIA - I gruppi etnici
L'Etiopia è un incredibile collage di razze ed etnie, un vero e proprio "museo di popoli".
Le migrazioni di popolazioni nomadi dedite principalmente alla pastorizia, costantemente alla ricerca di terre fertili e di nuovi pascoli, e la fuga dalle incursioni dei razziatori dell'altopiano ha fatto sì che numerosi gruppi etnici, talvolta poche centinaia di uomini e donne, si ritrovino oggi a convivere gli uni accanto agli altri soprattutto nella zona dell'Omo River.
La convivenza non è affatto pacifica e il carattere bellicoso di queste tribù non è stato certo sedato dalla comparsa in tempi recenti dei kalashnikov, che spesso vengono disinvoltamente portati in spalla dagli uomini.

GLI OROMO
altopiano centrale e orientale

Sono il maggiore gruppo etnico dell'Etiopia e costituiscono circa la metà della popolazione.
Provengono probabilmente dalle zone del sud e sebbene anticamente fossero pastori nomadi e guerrieri, oggi sono per lo più sedentari.
Dediti all'agricoltura e all'allevamento, generalmente abitano in gruppi di capanne recintate, che ospitano il nucleo familiare.
Possono essere musulmani, copti o animisti, ma questa eterogeneità religiosa non sembra creare particolari tensioni.
Utilizzano il sistema sociale gada, che si basa su classi di età: la vita degli uomini è divisa in cicli di otto anni e solo a partire dal quarto ciclo possono assumere incarichi importanti nella comunità.

GLI ADERÈ
a est di Addis Abeba

Conosciuti anche con il nome di Harari, sono musulmani di origine semitica e vivono principalmente nella città di Harar e ad Addis Abeba.
Le donne indossano vestiti dai colori vivaci.
Lo stile delle case è particolare: costruite in muratura e su due piani, sono piene di colori e decorate sia all'esterno che all'interno con motivi floreali e stilizzati.
La quantità di ceste e piatti simboleggia la capacità della famiglia di ricevere ospiti e organizzare feste, e quindi la sua ricchezza.

GLI AFAR
a est di Addis Abeba

Conosciuti anche con il nome di Dancali, sono principalmente dediti all'allevamento.

Molti sono ancora pastori nomadi e quando devono spostarsi con le mandrie caricano le strutture delle capanne sui dromedari.

Vivono nella zona orientale dell'Etiopia ed è possibile incontrarli lungo la strada tra Addis Abeba e Harar.

Le donne si riconoscono perchè portano lunghe gonne marroni, gli uomini indossano una sorta di sarong.

Foto di Giovanni Scipioni
Foto di Giovanni Scipioni

GLI HAMER-BANNA
Omo River e lungo i confini con Kenya e Sudan

Vivono nella zona dell'Omo River e si possono incontrare numerosi ai mercati di Turmi e Key Afer.
Coltivano sorgo, miglio, verdure e allevano capre e galline.
Le donne indossano pelli di capra decorate con perline e cipree; utilizzano le zucche svuotate e decorate come contenitori e indossano pesanti bracciali di metallo.
La prima moglie di solito indossa un particolare collare di ferro, che ne indica la posizione privilegiata.
Gli uomini indossano particolari copricapi di argilla impastata, con una o due piume di uccello.
Si muovono stringendo fra le mani il "borkota", poggiatesta in legno intagliato.
Ogni giovane che decide di cercar moglie deve prima superare la prova del "Jumping Ox".
Anche per gli Hamer il sistema sociale si basa sulla divisione in classi di età degli uomini.

Foto di Fabrizio Martini
I KARO
regione meridionale dell'Omo River

Sono un piccolissimo gruppo etnico decimato da carestie ed epidemie che ormai sta scomparendo.
Vivono in poveri villaggi di capanne sulla riva orientale dell'Omo, in un ambiente spettacolare ma che impone condizioni di vita molto dure.
L'abbigliamento assomiglia a quello degli Hamer, ma i Karo si distinguono per la fantasia con cui utilizzano materiali di recupero (bottoni, graffette, cappucci delle penne, chiodi) per creare decorazioni e gioielli.

GLI TSAMAI
Omo River e Lago Chamo

Anche questo gruppo etnico ricorda gli Hamer.
Le donne sposate indossano ampi collari decorati con numerose cipree, le conchiglie provenienti dal Mar Rosso, che anticamente venivano utilizzate come moneta.
Le ragazze non sposate inseriscono invece un disco di metallo tra i capelli, per segnalare la loro condizione di nubili.

I BUMI
regione meridionale dell'Omo River

E' un altro piccolo gruppo etnico della zona dell'Omo.
Utilizzano pelli di capra per l'abbigliameno e cipree per le decorazioni delle gonne e dei mantelli.
Sono agricoltori e pastori e si possono incontrare al mercato del sabato di Dimaka, dove si recano per vendere banane e ortaggi.
Come gli Hamer utilizzano zucche intagliate e decorate per contenere gli acquisti e i soldi.

I KONSO
Konso

Vivono a Konso e nei villaggi limitrofi, come Gesergio e Machekie.
Coltivano la terra con un sistema di terrazzamenti e la coltura principale è il sorgo.
Una tradizione che li contraddistingue è quella di erigere i waga in memoria dei guerrieri morti: si tratta di sculture in legno che simboleggiano il guerriero, le sue mogli, i nemici e gli animali feroci uccisi.
Ormai rimangono pochissimi waga nei villaggi Konso, perchè molti sono stati venduti a turisti e antiquari o trafugati.
Inoltre l'opera dei missionari ha fatto sì che questa tradizione stia scomparendo.

I MURSI
Mago National Park

Sono agricoltori e allevatori semi-nomadi e vivono principalmente all'interno del Mago N.P., nelle zone più impervie della regione dell'Omo.
Si riconoscono facilmente perchè le donne hanno l'usanza di inserire il piattello labiale. Si tratta di piattelli in argilla, decorati con semplici graffiti e con una scanalatura che ne permette l'inserimento nel labbro inferiore o nei lobi delle orecchie. Li portano solo le donne, che iniziano da piccole inserendo pezzetti di legno ed allargando il buco con piattelli sempre più grossi mano a mano che crescono. Non si sa di preciso il motivo di questa usanza, alcuni antropologi ipotizzano che servisse a scoraggiare il rapimento delle donne da parte degli schiavisti.

I DORZE
Chencha-Dorze

Vivono nei villaggi di Chencha e Dorze, nelle montagne che sovrastano Arba Minch.
Sono agricoltori ed abili tessitori di cotone.
Vivono in capanne che hanno una curiosa forma ad alveare, con una piccola stanza di entrata che sporge come un nasone dalla struttura principale.
All'interno si trovano il recinto per gli animali, la zona dei genitori e la zona per i figli, al centro c'è il focolare.
All'esterno si trovano un piccolo orto con le spezie, alcune piante di tabacco e numerose palme di ensete.

Copyright © 1999-2004 Roberta Lombardi. Tutti i diritti riservati