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| ETIOPIA
- I villaggi dell'Omo River |
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I villaggi dell'Omo River sono abbastanza diversi tra loro:
gli Hamer e i Konso ad esempio recintano le capanne, come a
identificare lo spazio che appartiene ad ogni famiglia; tra
i Mursi e i Karo queste separazioni sono meno evidenti e definite.
All'interno del recinto spesso si trovano un piccolo orto, uno
spazio per gli animali e il pollaio.
Le capanne degli Hamer, dei Karo e dei Mursi sono circolari,
con una struttura di pali di legno ricoperta con foglie di ensete
essiccate. |
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I villaggi dei Galeb sorgono nei pressi di Omo Rate e del
Lago Turkana.
Le capanne sono piccole, meno curate ed hanno una forma di zuccotto:
si tratta di rifugi provvisori, destinati ad essere smantellati
e ricostruiti allinterno, appena le piogge cominciano
ad ingrossare l'Omo River.
I Galeb sono pastori, convivono con asini, pecore e capre in
una terra desertica e inospitale.
Sono molto alti e longilinei. |
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Il villaggio di Machekie è un modello vivente di
architettura Konso. Le capanne sono le più imponenti
dell'Omo: il tetto è formato da due coni sovrapposti
per una migliore protezione dallacqua.
È ricoperto di sambelet, erba a gambo lungo
diffusissima nella zona; sulla cima è sempre posto
un vaso come decorazione.
Questi tetti possono durare da 7 a 10 anni, poi vengono rifatti.
Ogni capanna è recintata e possiede un granaio per
il sorgo, la principale coltura di questa zona. |
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Alcune grandi capanne senza pareti sono le case della collettività,
dove tutti, comprese le donne, possono riunirsi per godere il
fresco o riposare.
Nella piazza principale di Machekie si trovano alcuni waga:
sono pali di legno tenero intagliato e provato dalle intemperie,
che raffigurano un antenato particolarmente coraggioso, le sue
mogli e figli, gli animali selvatici uccisi.
Un tempo ogni famiglia possedeva un gruppo di 6/7 waga,
che avevano lo scopo di proteggerla da disgrazie e malattie:
oggi ne sono rimasti pochissimi, perchè venduti o trafugati
agli antiquari.
Inoltre i missionari, le cui chiesette sorgono tra le capanne
del villaggio, hanno scoraggiato il protrarsi di questa tradizione. |
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Su un pianoro che domina l'Omo River, a pochi chilometri
dall'ingresso del Mago N.P. sorgono alcuni villaggi karo.
I Karo sono molto poveri e sono rimasti in pochissimi.
Sono noti per le belle pitture e le scarnificazioni con cui
decorano il proprio corpo.
Le scarnificazioni vengono eseguite dalle donne sulla pancia
e lo sterno o sotto il seno con una serie di linee orizzontali
e verticali.
A differenza delle Mursi, le Karo sinfilzano il labbro
inferiore con tutto ciò che trovano: spine di acacia,
chiodi, viti. |
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| All'interno del Mago N.P., al termine di una pista fangosa e difficile
da percorrere, in una zona che è il regno della mosca tsè-tsè,
si trova Omo Mursi. Gli abitanti di questo piccolo villaggio vivono
evidentemente in attesa che arrivi qualche gruppo di visitatori. Il
contatto con il turismo li ha resi avidi di birr e bisogna contrattare
su ogni foto o danza o performance. I Mursi si dipingono il corpo
e si addobbano il più possibile, ma si tratta evidentemente
di pitture corporali sciatte, fatte in fretta solo per rendersi più
"fotogenici": hanno ormai capito perfettamente i gusti e
le esigenze fotografiche dei turisti. Il contatto con i Mursi è
stato deludente per tutto il gruppo e ci ha fatto riflettere sulle
conseguenze del cosiddetto "turismo etnico". |
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I Mursi rimangono in ogni caso un popolo particolare, reso
famoso dal fatto che le donne usano il piattello labiale come
segno di bellezza.
Fatti con argilla rossa o grigia, talvolta decorati con graffiti,
i piattelli hanno una scanalatura che ne permette l'inserimento
nel labbro inferiore o nei lobi delle orecchie.
Li portano solo le donne, che iniziano da piccole inserendo
pezzetti di legno ed allargando il buco con piattelli sempre
più grossi mano a mano che crescono.
Non si sa di preciso il motivo di questa usanza, alcuni antropologi
ipotizzano che servisse a scoraggiare il rapimento delle donne
da parte degli schiavisti.
Tuttavia vedere il labbro penzolare quando il piattello non
è inserito è una cosa abbastanza tremenda. |
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