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| LA
VIA DELLA SETA - Kirghizistan |
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| Il Kirghizistan è un paese con pochissime risorse e scarsamente
popolato. Le infrastrutture sono poche, le strade scarse e tenute
male, la benzina piuttosto cara per gli standard locali. Parlando
con un ragazzo italiano che sta lavorando a Bishkek abbiamo
avuto conferma del fatto che l'industria è praticamente inesistente
e la popolazione si sostiene con l'agricoltura e la pastorizia.
La cultura islamica sopravvive a fatica; la maggior parte dei
giovani è atea e le moschee sono vuote; il tasso di alcolismo
è molto elevato e la criminalità in aumento. Il governo
ha semplificato le pratiche burocratiche per entrare nel paese,
favorendo il turismo internazionale che attualmente è una delle
pochissime risorse disponibili. |
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Non è facile prevedere il futuro di questo paese, schiacciato tra
due colossi, la Cina e il Kazakstan, sotto il costante rischio di
invasione o di vendersi al miglior offerente.
Tuttavia, nonostante questo quadro un po' funereo, la situazione sembra
ancora abbastanza tranquilla; inoltre il Kirghizistan ha delle vere
bellezze naturali, sicuramente incontaminate, che possono attirare
gli appassionati di trekking.
Bishkek è una stranissima città: è piena di parchi e di viali alberati.
Spesso gli alberi coprono pietosamente le bruttezze architettoniche
e lo stato di degrado di palazzi e condomini.
Per contrasto nel centro sorgono alcuni alberghi lussuosissimi, ristoranti
internazionali e Internet cafè, frequentati dai ricconi locali e da
chi lavora nelle ambasciate.
La statua di Lenin troneggia nei pressi della Ata-Too Square. |
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Mentre tutti i paesi dell'ex URSS si sono affrettati a smantellare
questi simboli del passato, i Kirghizi sembrano conviverci pacificamente!
Sebbene sia usata dai turisti semplicemente come punto di partenza
per organizzare il viaggio in Kirghizistan, secondo me vale
la pena di dedicare qualche ora a Bishkek, una città piena di
contraddizioni. |
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La strada asfaltata che da Bishkek porta al Lago Issik
Kul passa attraverso alcuni villaggi con i loro piccoli cimiteri,
circondati da campi di colza e di girasoli. Di tanto in tanto
si incontra qualche yurta, con annesso un baracchino in cui
si vendono albicocche e pesce secco.
A circa un'ora da Bishkek vale la pena visitare la Burana
Tower, un'antica torre dell'XI secolo, che sorgeva sulla Via
della Seta.
Tutt'intorno si trova una necropoli con numerose lapidi in
pietra.
Il Lago Issik Kul è, dopo il Titicaca, il più grande lago
montano del mondo.
E' lungo 170 km e largo 70 km ad un'altitudine di 1600 m.
E' circondato da montagne innevate, che raggiungono i 4000
m.
In estate è frequentato da famiglie che, armate di materassini,
salvagenti, asciugamani e creme abbronzanti si crogiolano
al sole... quando c'è. Vale la pena fare una sosta per vedere
come ci si gode la vita in questa parte un po' sperduta del
mondo; oppure si possono organizzare camminate ed escursioni
sulle montagne circostanti. |
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| Dal Lago Issik Kul al Torugart Pass il paesaggio cambia completamente.
A partire dal Dolon Pass è tutto un susseguirsi di montagne brulle
e praterie popolate da mandrie sparute di mucche e cavalli. Qua e
là qualche gruppo di yurte segnala la presenza di nomadi kirghizi,
che sono veramente simpatici e ospitali. |
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Le donne e i bambini sono contentissimi di farsi fotografare e invitano
tutti a visitare le loro yurte. In cambio chiedono solo di spedirgli
la foto ad un indirizzo che solo un postino kirghizo potrà decifrare!
Più o meno a metà strada sorge Naryn, cittadina sul fiume omonimo,
che scorre tumultuoso fino alla Fergana Valley in Uzbekistan. A Naryn
abbiamo dormito allo "Yurta Inn", un albergo che dispone
di una decina di yurte, dove i visitatori possono dormire abbastanza
comodamente: è una cosa un po' turistica, ma simpatica.
Una sosta a Naryn per la notte è praticamente obbligatoria: la mattina
ci si alza prestissimo e si parte per il Torugart Pass. La strada
è pessima, circa quattro ore di sobbalzi, ma attraversa paesaggi maestosi,
che cambiano continuamente: montagne, ghiacciai, fiumi e laghetti
si illuminano all'alba man mano che ci si avvicina al confine.
Il Torugart Pass si trova a 3752 metri di altitudine ed è sgombro
dalla neve solo da maggio a settembre. Passati i controlli kirghizi
si arriva all'Arc e lì si aspetta un corrispondente cinese, contattato
in precedenza ovviamente, che preleva i suoi turisti e li porta a
Kashgar. Non esistono altre possibilità, almeno per il momento.
Gli autisti che accompagnano i turisti sono sempre gli stessi, quindi
sono ben conosciuti ai doganieri e di solito danno una mano ad accellerare
le noiose pratiche burocratiche. |
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