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| LA
VIA DELLA SETA - Uzbekistan |
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| L'Asia Centrale è abitata da tempo immemorabile. La zona che oggi
corrisponde all'Uzbekistan appartenne per lungo tempo alla Persia.
Nel IV secolo passò di qui Alessandro Magno nella sua strada verso
l'India. Durante l'Impero Kushana si diffuse il Buddismo, che venne
spazzato via nel VI secolo, quando arrivarono i Turchi portando l'Islam.
Nel XIII secolo toccò alle orde di Gengis Khan, che praticamente distrussero
tutto. E' solo nel XIII e nel XIV secolo, con grandi sovrani come
Tamerlano e Ulugbek, che l'Uzbekistan risorge e conosce un periodo
di grande fama e prosperità, grazie anche al transito delle merci
lungo la Via della Seta.Nel 1500 alcune tribù mongole riconquistarono
e si spartirono il regno formato da Tamerlano e governarono fino al
1875, quando le truppe russe invasero l'Uzbekistan, ritenuto strategico
nella fermata della colonizzazione inglese. Dal 1917 al 1991 il paese
ha seguito le sorti dellURSS. In questi ultimi 10 anni ha cercato
di costruire la propria indipendenza, non senza conflitti e tensioni
interne e con i paesi vicini. |
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L'Uzbekistan oggi attrae i turisti grazie alle tre città carovaniere
di Khiva, Buhara e Samarcanda.
Clicca qui per visitare
la pagina a loro dedicata.
Dal punto di vista paesaggistico il paese non offre particolari
attrattive, per lo meno nella sua parte centrale: tratti desertici
e desolati si alternano a zone agricole lungo un orizzonte decisamente
piatto. |
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In questo paese affascina la mescolanza delle razze.
I gruppi etnici principali sono: gli Uzbeki con gli zigomi alti e
gli occhi un po' a mandorla; i Tagiki di origine persiana con caratteri
simili ai Turchi; i Russi, arrivati nel periodo del blocco sovietico,
con la pelle chiara e i capelli biondi.
Di sicuro passeggiando per le strade e nei mercati si rimane stupiti
per la varietà dei caratteri somatici.
Non sembrano esserci tensioni razziali tra la popolazione e molti
parlano più di una lingua o dialetto. A scuola lo studio del russo
è stato sostituito dall'inglese!
Dal punto di vista turistico l'Uzbekistan è piuttosto semplice da
girare.
Superato il problema dei visti in Italia, che vanno richiesti per
tempo e costano cari, non ci sono particolari difficoltà: i controlli
doganali negli aeroporti sono numerosi ma nemmeno troppo lunghi e
fastidiosi; non si è costretti a prenotare tour o pacchetti, ma ci
si può organizzare direttamente sul posto; l'inglese è abbastanza
diffuso, soprattutto tra chi ha a che fare con i turisti. |
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La religione musulmana è vissuta blandamente, i sovietici
hanno tentato in tutti i modi di cancellare cultura e pratiche islamiche.
Le donne sono libere di vestirsi come vogliono e una legge proibisce
ai muezzin di chiamare i fedeli in preghiera durante il giorno.
La capacità alberghiera è ancora limitata, scarseggiano le soluzioni
decorose a costi medi e bassi, ma alcuni privati cominciano ad attivarsi,
soprattutto a Buhara e Samarcanda, per accontentare le richieste di
chi viaggia per conto proprio.
Una cosa positiva è che non ci sono ancora i grandi fast food americani!
Quindi si è costretti a mangiare riso, spiedini di carne, ravioli
cinesi, nan e soprattutto frutta.
Cocomeri, meloni e albicocche in estate invadono i mercati di tutto
il paese. Un grandissimo di generi alimentari, affollato e colorato,
si trova a Tashkent, la capitale. |
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