USA IN VOLO: da Phoenix a Las Vegas
Il primo giorno abbiamo sorvolato il Grand Canyon, che si trova al confine tra Arizona e Nevada. Purtroppo era molto coperto, per cui i piloti hanno deciso di rimandare al ritorno il volo panoramico su questa zona. Subito dopo il Grand Canyon è apparso sotto di noi il Lake Mead, un lago artificiale formato dalla Hoover Dam e parte di una Recreation Area molto vasta.
Lake Mead
Dopo aver sorvolato il Lake Mead ci è apparsa las Vegas, una delle città più stravaganti del mondo. Abbiamo subito preso possesso delle auto a noleggio e ci siamo diretti verso la Death Valley, che si snoda lungo il confine tra Nevada e California.
Secondo la leggenda, la Valle fu scoperta intorno al 1850 da avventurieri e cercatori d'oro che, diretti a ovest verso la Sierra Nevada, pensarono di prendere una scorciatoia e così si trovarono in pieno deserto. Furono costretti ad uccidere i loro buoi per sopravvivere e non tutti riuscirono a salvarsi. Da questi fatti deriverebbe il nome di Death Valley, la Valle della Morte.
La corsa all'oro portò molte persone in questa zona che però non riuscirono a scoprire giacimenti importanti di questo minerale. Tuttavia, verso la fine dell'800, cominciò lo sfruttamento del borace, chiamato "l'oro bianco del deserto", perchè è una materia prima utile a molte industrie, specialmente a quelle del vetro.
La Valle della Morte fu dichiarata nel 1933 zona protetta, per preservare questo incredibile deserto che include anche una delle depressioni più profonde dell'intero emisfero.
Oltre a ciò questo parco naturale offre alte montagne, canyons, dune di sabbia, oasi con palme e corsi d'acqua, una ricchissima flora e molti animali.
La Death Valley da Dante's View
La prima tappa è stata Dante's View, un punto di vista elevato dal quale si può ammirare la distesa di sale che ricopre la valle.
Artist's Drive Zabrinskie Point

Poi abbiamo percorso l'Artist's Drive, una strada a senso unico piena di curve che passa attraverso un gruppo di rocce con i colori più incredibili: dai viola ai verdi, dagli azzurri agli arancioni. Questa strabiliante colorazione è dovuta alle varie concentrazioni di ossidi di ferro e rame contenuti nelle rocce.
Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Zabrinskie Point, che sorge a poche miglia dall'uscita del parco. Questo punto panoramico è particolarmente suggestivo al tramonto, quando le tonalità calde dei gialli e dell'oro rendono veramente magica la valle sottostante e le montagne in lontananza.

In serata siamo rientrati a Las Vegas. Nonostante la stanchezza per il jet lag e l'intensa giornata ci siamo lanciate nella vita notturna, visitando i casinò del Luxor, dove pernottavamo, dell'Excalibur e del Bellagio. Las Vegas è una città incredibile, sembra veramente un grande parco di divertimento per adulti.

Hotel Luxor Lo Strip
Il laghetto del Bellagio Una ricostruzione di Manhattan
Copyright © 1999-2004 Roberta Lombardi. Tutti i diritti riservati